Ci sono gli scrittori e gli intellettuali italiani che mendicano applausi e che, al primo schiaffo mediatico, corrono a firmare mezze abiure, invocano il “dialogo” e si accucciano ai piedi del tribunale dell’opinione pubblica.
E poi ci sono i pochi grandi scrittori e intellettuali liberi che, anche dopo un anno di galera, a ottant’anni suonati e con un tumore, escono più forti di prima.













