L’Italia, come è noto, ha “la Costituzione più bella del mondo”. Ma volete mettere la Costituzione di Cuba? Articolo 1:
“Cuba è uno Stato socialista di lavoratori organizzato per il bene di tutti come repubblica democratica per il godimento della libertà politica, della giustizia sociale, del benessere individuale e collettivo e della solidarietà umana”.
Non importa se di democratico non ha niente o nessuno gode della libertà politica o se non c’è giustizia o benessere individuale.
E pazienza se Fidel Castro aveva accumulato una ricchezza personale di 900 milioni di dollari; se Luis Alberto Rodriguez, il genero di Raúl Castro, controlla la holding che gestisce il 75 per cento dell’economia cubana; se Sandro Castro, nipote di Fidel, ha in mano i locali notturni di L’Avana; se un altro nipote di Castro, Tony, ama gli yatch di lusso, o se la nipote di Raúl, Vilma Rodríguez, fa soldi con gli Airbnb.
All’articolo 14, la Costituzione cubana dice: “Nella Repubblica di Cuba vige il sistema economico basato sulla proprietà socialista di tutto il popolo dei mezzi fondamentali di produzione e sulla soppressione dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo”.
Ecco, qui è più onesta: “lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo”, a patto che il dittatore abbia la stella rossa sul berretto.
Ora i comunisti italiani sono venuti a salvare i cubani da Donald Trump dopo aver vinto un weekend all-inclusive nel parco divertimenti totalitario ai Caraibi.
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